Smog sull’Attica. I problemi ecologici nell’antichità

Smog sull'Attica
Smog sull’Attica

Smog sull’Attica è un libro particolarmente interessante, scritto dallo storico e filologo classico Karl-Wilhelm Weeber il quale, attraverso un’attenta analisi, indaga le cause del degrado ambientale nel passato (e non solo in Attica come potrebbe sembrare dal titolo) sfatando così un diffusissimo luogo comune per cui il “problema ecologico” sarebbe coinciso con l’inizio della rivoluzione industriale e dell’era tecnologica. Secondo l’autore, la ragione del disastro ecologico che ancora oggi si presenta con uno dei più grandi problemi dell’umanità, andrebbe rintracciato non tanto nel progresso tecnologico quanto, piuttosto, nell’atteggiamento dell’uomo rispetto alla realtà che lo circonda.  Ecco allora che anche la storia della Grecia e di Roma in epoca classica appare piena di “orrori” ecologici che vengono indagati dallo scrittore attraverso l’analisi di quella che era la vita quotidiana nell’antichità. Si scopre, andando avanti nella lettura, che gran parte di quegli stessi errori sono commessi dall’uomo persino oggi.

Già Platone, nel dialogo “Crizia“, ci parla del problema del disboscamento in Attica, disboscamento che causò danni irreversibili e che pare fosse dovuto principalmente alla costruzione di navi da guerra e alla necessità di ottenere sempre più terreni fertili per la coltivazione. Analoga situazione si ritrova in Italia, dove Democrito, per eliminare uno dei principali “ostacoli” alla crescita dell’economia agricola – i boschi – propose di effettuare un radicale avvelenamento delle piante.

Il legname però non veniva impiegato solo nelle costruzioni ma incominciò ad essere sempre più richiesto anche come combustibile per la popolazione in crescita. All’aumentare della popolazione, aumentava anche la sua domanda. Il picco di questa si ebbe, tuttavia, con la necessità di allestire una flotta ateniese tanto che iniziò anche l’importazione del legno essendo ormai insufficiente quello in loco.

In effetti, secondo l’autore, demerito degli antichi non fu tanto quello di aver disboscato con ferocia i propri territori quanto, piuttosto, quello di non aver mai effettuato un rimboschimento (a causa, forse, anche delle tecniche ancora troppo poco sviluppate in questo campo).

Tra gli episodi di disbocamento più gravi della storia ricordati da Weeber in “Smog sull’Attica“, quello legato al nome del generale macedone Antigono il quale, nel corso della spietata lotta per la successione di Alessandro Magno, fece di tutto pur di entrare in possesso d’una flotta (era il 315 a.C.). La sua bramosia di potere mandò in rovina il territorio libanese ancora oggi privo di boschi.

Anche Roma non si sottrasse all’ingente distruzione boschiva necessaria per la creazione di una flotta sempre più imponente.

Da quanto si evince dalla lettura del testo, nel passato la dichiarazione di guerra all’avversario umano comprendeva anche una dichiarazione di guerra alla natura. Il devastare e distruggere i raccolti per indebolire e mettere in difficoltà il nemico si configurava come uno ius belli, una vera e propria tattica di guerra. La guerra tra esseri umani diventava una vera e propria guerra tra Marte e Cerere.

Nave da guerra romana
Nave da guerra romana

A questo scenario si aggiunga che uno dei principali motori della guerra era, come sempre, legato alla ricerca dei metalli preziosi. Tra questi il ferro col quale venivano forgiate le spade e l’oro. In Italia l’isola d’Elba fu una delle prime vittime di questa pesante attività mineraria, altro grande fattore di oltraggio alla natura.

Tra le tipologie di inquinamento indagate dall’autore del libro, vi è anche quella che riguarda l’inquinamento acustico, molto diffuso nell’antica Roma, città notoriamente sovrappopolata. A questo vanno aggiunti i continui incendi che spinsero l’imperatore Augusto ad istituire una squadra di “vigiles” a garanzia della quiete e dell’ordine pubblico. Lo stesso Nerone fu accusato di aver appiccato il famoso incendio che nel 64 d. C. devastò l’Urbe al quale, tuttavia, egli stesso pose rimedio finanziando l’opera di ricostruzione della capitale.

I continui incendi ed i fumi delle cremazioni che avvenivano poco fuori le mura della città rendevano anche l’aria altrettanto molto inquinata. Questo, unitamente alle condizioni di vita cui era costretta la popolazione di Roma (luoghi ristretti nei quali vivere per lo scompenso tra la domanda di spazio abitativo e un’offerta decisamente troppo esigua; scarsa igiene dovuta ad un impianto fognario non sufficiente a soddisfare le esigenze dell’intera popolazione; lo spropositato uso del piombo che comportò un generale peggioramento della sulute dei Romani) favorì, secondo Weeber, la diffusione di diverse epidemie.

Ancora una volta viene dimostrato, anche attraverso queste pagine, come il mancato rispetto da parte dell’Uomo per la Natura, comporti come risposta, una ribellione di questa verso il genere umano.

"Smog sull'Attica" di Karl-Wilhelm Weeber
“Smog sull’Attica” di Karl-Wilhelm Weeber

 

L’autore: Karl-Wilhelm Weeber

Nato nel 1950, Weeber è storico e filologo classico. Vive e lavora in Germania dove insegna Storia antica e Didattica delle lingue antiche. È autore di numerosi libri dedicati a vari aspetti della quotidianità nel mondo antico. Tra i titoli dei suoi libri ricordiamo: “Flirtare alla maniera degli antichi romani“; “Vita quotidiana nell’antica Roma” e “Tutta Roma in VII giorni“.

Lo storico e filologo classico Karl-Wilhelm Weeber
Lo storico e filologo classico Karl-Wilhelm Weeber

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